Ore…
Ore che come un lampo che squarcia,
dopo il roboante tuono,
il tempo che non ce,
ore che v o l a n o …
minuti contati o …non contati
che s c a n d i s c o n o quelle ore a volte…
l e n t a m e n t e . . .
a volte
velocissimamente
tanto da toglier il respiro
tanto da lasciare
attoniti
e
frastornarti
nella ricerca…
di quello che si è …forse…
perduto,
ore che lasciano segni nel suo modo di batter il tempo ad ogni nota, bassa…
alta… grave… andante.. allegra…
che nota è questa ?
Di questo momento di questa ora che trascorre,
la testa immersa fra cifre e parole di carte
che perdon il senso della loro materialità per trasformarsi in ammassi di dati …
cifre…
non colori …
che uccidono l’anima…
un cervello che funziona …
solo per render…
al …lavoro..
succubi di un stipendio che …se arriverà …
arriverà al 10 del mese, puntuale…
chi lo sa ..
per molti una speranza che con i tempi che corrono diventa
…. quasi irraggiungibile,
lontane le voci di chi…
da mesi aspetta le sue buste paga arretrate…
ora le banche “scoperte” dai mas-media ad … “ aver sbagliato”
ed ora… ancora numeri e cifre da calcolare…
carte …righe e righe sul monitor che scorrono
verde su nero o ..quel che sia…
da perderci la testa…
in questo momento, una telefonata,
fugace …veloce… quasi di nascosto
a raccontare ..a raccontarci,
il tempo vola …
sempre…
a volte non basta…
troppo poco,
troppo fugace,
per poter assaporare parole ed emozioni,
voce Amica, all’altro capo
di una linea quasi invisibile,
un filo di seta argentato,
due mondi che si tengon per mano tramite esso,
un filo di seta,
sottilissimo, come tela di ragno
…ma
altrettanto forte,
tanto da tenere in se le sensazioni per sempre,
quando parole…
nate dal dentro,
con il cuore,
spontanee…
come il fluire dell’acqua dalla sorgente,
pure, non contaminate da…
pregiudizi, interessi, gelosie, ipocrisie e chissà cos’altro
son come …
morbido pane,
le si gusta, se ne sente persino l’odore fragrante,
come appena sfornata la pagnotta tonda dal forno a legna,
dentro a una pancia di pietra fredda,
che col fuoco diventa…
insieme,
nuovo alimento,
ora …ricordo il profumo del pane, sentito in molti posti di questa
Europa un po’ forata come una groviera,
mille etnie, mille modi di pensare,
per ognuno di essi un pane diverso,
un profumo diverso,
ricordo da piccola,
all’alba il profumo che
dal lontano panettiere giungeva fino a casa mia,
portato dal vento,
ora in paese …
non si sente più…
forni elettrici,
sé persa … si è perso…
un piacere che nel futuro sarà solo…
una descrizione sui monitor, forse scritto su qualche antica pagina
fatta di fibra vegetale …alla peggio …su carta riciclata,
si vedranno quelle pagnotte … solo nei documentari o nelle foto,
cose della nostra cultura che si perdon nella modernità…
come il piacere di una conversazione vera,
come il respirare questa prima aria freddissima nonostante il sole,
in questa stagione pazza non più riconoscibile quasi
se non …dal calendario che scandisce i mesi che passano,
ed io mi perdo in queste sensazioni…
belle, malinconiche , brutte a volte,
ci trovo… e mi ritrovo,
come una girandola lasciata al vento che non soffia sempre,
quand’è ferma non dice quasi nulla se non la forma bizzarra,
quei colori fermi ad aspettare il soffio che porta vita,
nel turbinio,
non so come mai
…ma ora ricordo una terrazza di una antica villa a Venezia,
era in primavera, non era ancora caldo,
sul luogo in cui camminavo, immondizia,
colori smorti e grigi,
muri, pilastri, pareti di nuda pietra,
feci di cani ad ogni angolo,
odori forti acri, da rivoltar lo stomaco,
gatti lasciati a se stessi …”spelacchiati”,
come vecchi piumini per spolverare,
che giravano in cerca di un avanzo,
dove finiva il marciapiede il canale,
dall’altra parte la parete di altre case e portici,
una fra tutte quella terrazza, sembrava fatta …
come i castelli di sabbia,
sembrava sul punto di sciogliersi e cadere nell'acqua...
stantia e ferma nell'oleosità di quel giorno,
pochi vasi di fiori, forse gerani francesi,
ricadenti,
a dare un tocco di colore a quella parete scura e tetra,
fra essi le girandole, in quel primo momento ferme,
persino ridicole nella loro staticità…
nelle loro forme quasi astratte,
alcune erano brutte copie dipagliacci,
di maschere grottesche e tristi,
poi come una magia,
un soffio di vento che saliva dal canale…
le girandole rianimarsi in mille colori…
una vita esplosa in un batter d'ali,
fra i raggi del sole,
il profumo salmastro che giungeva dal mare,
risalito per magia da non so quanti canali e muri antichi,
rallegravano quel tetro angolo di Venezia,
piroette di colori riflessi nell’acqua e a tutte le pareti circostanti,
un frizzare quasi di energie, fra quei piccoli vasi di fiori,
quell’angolo in un attimo era diventato pieno di vita,
piccioni che arrivavano da ogni angolo come richiamati,
energia, luci, colori che esplodevano
ad ogni giro di colori di quelle girandole che ora eran allegre,
vive,
…fosse sempre così …un po’ di vento…
colori, energia, positività,
a volte lasciarci prender per mano dalle nostre fantasie solo
un attimo,
per gustare ancora una volta quello che si credeva perso
ma che è sempre dentro di Noi
…aspettare che arrivi quella brezza di vento
o … andarla a cercare…
che differenza fa…
se è per un nostro secondo di felicità
…fra tutte le ore… che scorron
ore…
son sempre ore...
ma almeno un secondo lo tengo per me
