martedì, 18 settembre 2007

 

Che sia la partenza per ricominciare a dipingere, disegnare e/o fare qualcosa in digitale ?

...oggi ho visto questa immagine nella mente e ne sono rimasta colpita per la nitidezza e la stranezza tanto che l'ho relizzata subito usando il particolare di una foto cercata in rete che fosse più simile possibile a quella che avevo visto e realizzando il resto usando photoshop

era da un po' di tempo che lasciavo andare quanto mi arrivava per diversi motivi... forse è il momento di riprendere in mano pennelli e mause

mc

http://img503.imageshack.us/img503/1783/mcpl2.jpg

Ciao ^_^

 

postato da: NataLibera70 alle ore 18:02 | Permalink | commenti (4)
categoria:sogni o incubi, arte tradizionale e digitale
giovedì, 28 giugno 2007

Un paese nascosto

         Un pomeriggio all’inizio dell’estate, fummo obbligate da mamma ad andare a letto per il riposino pomeridiano, a dire il vero, cosa che succedeva spesso ma che noi puntualmente speravamo di evitare, quel giorno fuori era un’esplosione di colori, di profumi, di animali, nel corso d’acqua dietro casa, allora pulito e limpido, le rane gracidavano e mille altri insetti si affaccendavano fra fiori e acqua, le libellule enormi volteggiavano in spettacolari piroette ed evoluzioni fra le farfalle variopinte, ma tutto questo doveva aspettare qualche ora ma che a noi, se non avevamo sonno, ci sembrava un giorno intero.

         Quel pomeriggio si stava bene con le finestre aperte, il ronzio di qualche ape che si affacciava dai buchi dei balconi per poi andarsene per i fatti suoi, un dieci minuti o forse più, per noi, allora bambine, il tempo era relativo, non ne avevamo cognizione, abbiamo giocato coi cuscini e saltato sui letti, anche se ci facevamo promessa di fare tutto in silenzio, puntualmente, sconfinavamo ed arrivava mamma ad ammonirci, il gioco era finito.

         Mi addormentai dispiaciuta, perché quel giorno mia madre aveva dovuto alzarsi molto presto per andare a fare commissioni per conto di mio padre, carte in città da portare, era molto stanca.

Ricordo ancora molto nitido quel sogno di fantasia come lo avessi fatto questa notte, nonostante siano passati molti anni, forse a darne il via il solito topolino sfrontato, quel pomeriggio Micione non c’era, quando iniziava il caldo lui preferiva andare all’ombra di qualche albero, ma alla notte era sempre sul mio letto.

         “ un rumore nuovo, strano, improvviso, mi svegliai di soprassalto sedendomi di scatto come una molla sul letto, il cuore batteva all’impazzata, cosa era successo? Mi chiesi.

         Mia sorella dormiva ancora, guardai dietro di lei, verso il muro a ovest dove tramontava il sole, in certe sere, quando il sole era rosso, dai balconi chiusi arabeschi di luci quasi fatate filtravano tra i vetri e le tende di lino leggero, che ora era?

         Sembrava che si avvicinasse la sera, il sole cominciava ad entrare dalle prime fessure, il muro appena sotto alla finestra si era scrostato di un bel pezzo e calcinacci erano caduti per terra, dietro alla tenda si intravedeva una macchia scura che prima non c’era, grande più delle mie braccia aperte, provai a svegliare mia sorella per renderla partecipe della scoperta, ma era sprofondata nel suo sonno e sapevo che nemmeno una campana del campanile del mio paese posta sopra alla sua testa l’avrebbe svegliata.

         Mi stroppicciai gli occhi, per vedere meglio, ma i raggi del sole che filtravano e la polvere creavano come una nebbia colorata, sembravano le luci delle fate.

         Non sentendo altri rumori provenire al di là della porta della mia camera ne dedussi che mia madre era già scesa e ci aveva lasciate dormire, non poteva aver quindi sentito quel rumore.

         Scesi dal letto, a piedi nudi, senza preoccuparmi per una volta, di dove mettevo i piedi.

         Altre volte era successo che per malasorte  avevo appoggiato il piede sopra a una cosina piccola e grigia, al contatto avevo ritratto d’istinto la gamba mentre un topolino impaurito scappava stridendo, non ne avevo paura ma non mi piacevano, erano loro, quegli esserini grigi coi lunghi baffi e gli occhietti neri che mi facevano fare brutti pensieri alla sera.

         Mi avvicinai alla tenda cercando di vedere cosa era successo, invasa da un senso di paura e curiosità insieme, con un gesto secco ritrassi la tenda da un alto e con mio grande stupore vidi una cosa impensabile, una miriade di topolini impauriti alcuni e affaccendati altri, la cosa strabiliante era che il muro era diviso a cassettoni e verso l’esterno del muro alcuni buchi con delle minuscole tendine a smerli facevano filtrare la stessa luce  che c’era nella mia stanza, c’erano piccole tavole imbandite piene di polvere e di minuscolo vasellame, bottigliette di vetro e pezzettini di formaggio e di pane sopra a delle minuscole credenze, piccole stanze da letto con tanto di piccoli cuscini e piccole culle appoggiate alla parete, tappetini e quant’altro ancora, tutto in miniatura, non meno incredibile i topolini vestiti con abiti, gonne lunghe per le topine e pantaloni ricavati da chissà quale sacco di farina i topini, i più piccoli si erano aggrappati alle gonne tutti tremanti, mentre i topi affaccendati si fermavano perplessi con il naso all’insù ad aspettare una mia mossa, non ero in grado di muovere un muscolo dalla meraviglia e dalla sorpresa, nemmeno di battere ciglio per paura che tutto scomparisse,

         poi ... di colpo un stridio sottilissimo attirò la mia attenzione, un piccolo topino incauto forse per la paura suscitata dalla mia presenza aveva cercato riparo ed era scivolato sulla polvere rimanendo aggrappato a mezz’aria, stava per cadere, per istinto allungai la mano creando non poco scompiglio e stridii, il topolino cadette nel momento in cui io avevo messo la mano sotto di lui, le faccine tutte terrorizzate fra cui una più di tutte, una topina che aveva una larga gonna di stoffa rossa sgualcita e impolverata e un pezzetto di merletto legato in testa con un filo di cotone rosso, compresi che doveva per forza essere la madre, rimase lì in avanti protratta sopra a quello che sicuramente era per lei un burrone a mezzo metro da terra a fissarmi, supplichevole nello sguardo e le zampine strette impotenti, gli porsi la mano con il topino salvo che non aveva più paura di me e annusava la pelle della mia mano, scese correndo andando in braccio alla topina che si illuminò tutta, io stavo a guardare quell’abbraccio, non sapevo cosa fare e tanto era il mio stupore che mi accorsi solo dopo che i topini sul pavimento avevano ripreso a spostare e a pulire, stavano ricostruendo il muro.

         Alcuni topini arrivavano con dei piccoli secchi ripieni di un qualche cosa che usavano come collante, erano velocissimi in pochi minuti avevano già iniziato a ricostruire il muro con quello che era caduto e asportando la polvere con altri secchi , sparivano dietro ai buchi che andavano dentro al muro, volevo in qualche modo aiutarli, ma grande come ero per loro avrei certamente fatto altri danni anziché aiutarli, le topine nelle varie stanze collegate avevano messo da parte la loro paura ed avevano iniziato anche loro a riassettare i vari angoli, mentre i più piccoli si tenevano in disparte per non disturbare, guardandomi incuriositi e annusando l’aria, non so quanto tempo trascorse, ma i topini avevano quasi raggiunto la metà del lavoro di ricostruzione quando mi accorsi che il topino che avevo salvato si era avvicinato a me, ed aveva preso a salire, lentamente e guardingo, poi ci fissammo negli occhi e gli porsi la mano, ci salì, dopo poco altri topini lo imitarono, mentre le madri non avevano più paura nei loro occhi, avevano quasi finito ormai rimaneva solo un piccolo buco, uno ad uno i topini iniziarono ad andarsene,  fino all’ultimo, ne ero triste, come avrei fatto a rivederli? A quel pensiero sentii una vocina finissima ma distinta, mi girai a guardare da dove veniva era la madre del piccolo incauto topino.

         Mi disse “ Grazie” – “ Non tutti gli umani sono cattivi, come non lo sono tutti gli animali, ma dovrai dimenticare che noi siamo qui perché ne andrebbe di tutti Noi”

         Dopo un primo sconcerto ed incredulità su quello che avevo sentito risposi.

         La rassicurai  che nessuno avrebbe mai saputo cosa era successo quel pomeriggio, sarebbe stato un nostro segreto perché mi sarebbe piaciuto rivederli ancora.

         Chiusero l’ultimo buco, il muro era tornato quasi come prima, mi rimisi nel letto e mi addormentai.

         Al risveglio ricordando il sogno andai alla finestra e spostai la tenda, guardai per bene il muro poi ci passai una mano sopra, niente, era solo stato un sogno.

Valentina Zorzi

 

era postato da alcuni anni nel mio sito... ed ora l'ho spostato qui.

:)

postato da: NataLibera70 alle ore 21:22 | Permalink | commenti
categoria:sogni o incubi
venerdì, 24 settembre 2004

...il sogno di questa notte...

...un oceano infinito, il ciello azzurro intenso, alcune nuvole arrossate dal sole che si avvia al tramonto, una lieve brezza, profumo di mare, di libertà e allo stesso tempo una sensazione infinita di ...catastrofe, i suoni

 ...dei gabbiani, le onde sugli scogli, poi mi appare davanti una scena stupenda nella sua unicità, anche se forse tragica,

un'isola,

...tutt'attorno, sfere di cristallo spaccate che galleggiano al ritmo delle onde, sopra all'isola una statua semiseduta, una statua di pietra millenaria di un uomo, la lunga barba impietrita, il volto chino in avanti a guadare una sfera che poggia sul suo grembo tenuta ferma dalla sua mano destra, la sfera è aperta, intatta, splendente e al suo interno s'intravvede un mondo in miniatura, vita, animali, alberi montagne, un mare che esce dalla sfera per tuffarsi nell'oceano che ormai riverbera della luce del tramonto, alle spalle dell'uomo di pietra un'altra statua, è di donna, gli appoggia la mano destra sulla spalla e china il capo su quello dell'uomo mentre il suo sguardo è rivolto alla sfera pulsante di vita, colori intensi, riverberi di luce, i riflessi delle sfere rotte, e quella sfera accudita dalle due statue, l'unica intatta, l'ultimo mondo!

...questo sarà il mio prossimo quadro, mi aiuterò nello studio usando Poser e Cinema4D per avere le basi e le proporzioni senza dover fare mille e mille elaborati sulla carta.

postato da: NataLibera70 alle ore 22:19 | Permalink | commenti
categoria:sogni o incubi